La menopausa

Un approccio olistico per affrontare con consapevolezza e serenità l’appuntamento biologico spesso temuto dalle donne.

Premesso che la menopausa è un momento determinante della vita di ogni donna, i piccoli cambiamenti naturali e fisiologici non devono essere interpretati come una malattia, bensì come un passaggio della vita che non deve essere temuto, ma piuttosto vissuto e accettato; infatti, la perdita della fertilità si può tradurre in una nuova energia creatrice: la donna potrà impegnare le proprie risorse nel sociale, nel lavoro e ritrovare gli spazi per dedicarsi ad interessi ed attività abbandonate.

Il cambiamento fisiologico più importante è rappresentato dalla carenza estrogenica che può portare a sintomi quali le vampate di calore, la perdita di capelli, gli sbalzi d’umore, l’indebolimento dello scheletro e il rallentamento del metabolismo con conseguente comprensibile incremento di peso. A tal proposito la medicina convenzionale propone la terapia ormonale sostitutiva, sottovalutando però che tali oscillazioni fisiologiche cambiano ed incidono sensibilmente nelle necessità nutrizionali.

Diversamente l’approccio olistico, al fine di rendere consapevoli che l’alimentazione riveste un ruolo determinante nell’ottemperare ai fabbisogni necessari per garantire lo stato di salute, propone suggerimenti che faranno la differenza nello stato di benessere della donna; è pertanto consigliato:

  • privilegiare la varietà degli alimenti, in modo da garantire l’assunzione di tutti i nutrienti, contrastando la monotonia e realizzando così delle abitudini dietetiche sane e durature nel tempo; privilegiare gli zuccheri complessi dei cereali integrali, dei legumi, piuttosto che degli zuccheri semplici e di rapido assorbimento, quali quelli dei dolci; privilegiare le fonti di proteine vegetali (fagioli, piselli, lenticchie, lupini, ceci, soia ecc., alimenti ricchi anche di Ferro, Zinco, Rame) che, combinate con le proteine dei cereali, possono vantare una qualità paragonabile a quella delle più costose e dannose proteine di origine animale (a seguire ne daremo motivazione!); alternare al classico olio di oliva, olii alternativi di qualità (olio di riso, lino, canapa, cartamo…); consumare quotidianamente frutta e verdura, fonti di vitamine e sali minerali indispensabili per lo svolgimento delle complesse trasformazioni metaboliche, per esempio agrumi, pomodori, ciliegie, fragole, broccoli, cavoli, sono valide fonti di vitamina C, indispensabile per fissare il Calcio nel tessuto osseo. Un altro minerale spesso sotto valutato, che agevola l’assorbimento del Calcio aiutando a salvaguardare l’integrità del sistema osseo e a prevenire l’osteoporosi, è il Boro; i vegetali che ne contengono dosi rilevanti sono: mele, pere, uva, noci, mandorle, cavoli e ortaggi a foglia verde. Ulteriore attività del Boro è contribuire a regolare i livelli di Fosforo e Magnesio nell’organismo;
  • eliminare i prodotti di origine animale incluso latte, burro, formaggi e yogurt che contengono Calcio ma al contempo sono veri e propri usurai di tale minerale (a seguire ne daremo motivazione!). Il regno vegetale offre valide alternative ai prodotti lattiero-caseari; gli ortaggi che ne vantano la presenza sono: radicchio, foglie di rapa, cardi, bieta, broccoli, cavoli, carciofi, indivia, rucola, mandorle (dalle quali si ricava il “latte” di mandorle), semi di sesamo, legumi, in particolare la soia e i suoi derivati (“latte” di soia, tofu, tempeh).

UN MITO DA SFATARE: I PRODOTTI LATTIERO CASEARI E LA LORO INCIDENZA NELL’OSTEOPOROSI

L’idea che il latte e i derivati del latte siano alimenti salutari è solo un mito culturale.

Anche se le mucche vivessero in una perfetta utopia bovina e producessero il latte perfetto, questo è progettato per i vitelli, le cui necessità sono molto differenti da quelle degli umani; a testimonianza di questa affermazione, ricordiamo che nessun’altra specie animale beve il latte di un’altra specie!

Nessuno mette in dubbio che il Calcio sia vitale per molte funzioni del corpo ma la mania corrente di assumere smisurate dosi di questo minerale, attraverso abbondanti quantità di derivati del latte, è basata sulla erronea comprensione di come il corpo lo utilizza.

L’assimilazione del Calcio nel corpo umano avviene quando è in rapporto 2:1 con il Fosforo. Nessun latte animale ha questo rapporto, perciò l’assimilazione del Calcio dai prodotti lattiero- caseari è molto bassa.

Tra i ruoli del Calcio nel corpo umano, oltre a conferire consistenza al tessuto osseo, emerge la capacità di neutralizzare i composti acidi volgarmente chiamati “scarti acidi” (residui dei fisiologici processi metabolici delle proteine).

Premesso che il nostro sangue è essenzialmente di natura alcalina, per mantenere l’alcalinità abbiamo bisogno dell’80% di cibi alcalinizzanti e 20% di cibi acidificanti.

I cibi acidificanti comprendono tutti i prodotti di origine animale, ma non solo:

– oltre a carne, uova, pesce, latte e derivati, anche, cereali raffinati, tè, alcool, caffè, zucchero, tabacco, sale raffinato, farmaci, conservanti, additivi, pesticidi….

Considerando che il maggior numero delle persone si ciba quasi esclusivamente di alimenti acidificanti, per quanto Calcio si assuma, essendo un minerale i cui sali sono di natura basica (lo stesso vale per Magnesio, Ferro Rame e Potassio) viene prevalentemente utilizzato per neutralizzare gli elementi acidi degli scarti metabolici.

La considerazione è: più alimenti acidi vengono assimilati maggiore è il consumo del Calcio.

Ne consegue che i latto-vegetariani e coloro che fanno uso di prodotti di origine animale per tamponare l’acidità, attingono alle riserve di Calcio, prelevandolo dai denti e dalle ossa che diventano porose e conseguentemente fragili.

Se si studia il problema della diffusione dell’osteoporosi nel mondo, si può rimanere colpiti dal fatto che la più alta incidenza di osteoporosi è presente nei paesi in cui si assumono grandi quantità di latticini e proteine, contrariamente l’incidenza di osteoporosi è più bassa nei paesi in cui si consumano pochi latticini (paesi asiatici).

Il punto di vista convenzionale sostiene che le ossa perdono Calcio perché non se ne consuma abbastanza col cibo (latte e derivati). Essendo, però (come precedentemente enunciato) alimenti squilibrati nel rapporto Calcio-Fosforo e ricchi nel contenuto proteico, non sono da considerarsi alimenti promotori della salute. Riassumendo, più proteine si consumano, più Calcio si perde!.

A conclusione di quanto detto, la soluzione non è eliminare le proteine dalla dieta, si tratta di sostituire quelle animali con quelle di origine vegetale presenti nei legumi, cereali integrali, semi oleaginosi, derivati della soia: “latte” di soia, tofu, tempeh, (alimenti tipici della cultura tradizionale orientale). Entrando nei dettagli le proteine animali sono dannose perché:

  • liberano maggiori quantità di scorie azotate rispetto a quelle vegetali, con inevitabile sovraccarico del fegato e dei reni
  • sono sempre accompagnate da grassi saturi, nocivi per il nostro organismo in quanto attivano processi infiammatori generalizzati.

 Riassumendo: gli “ALIMENTI DA PREFERIRE” sono:

CEREALI INTEGRALI: riso, miglio, orzo, mais, grano, farro, avena e segale; pseudo cereali: amaranto, quinoa, grano saraceno; alimenti dai quali si ricavano gustose bevande vegetali da consumarsi in alternativa al latte vaccino

LEGUMI: piselli, lenticchie, ceci, lupini e fagioli di ogni tipo e prodotti a base di soia (tofu, latte di soia).

FRUTTA E VERDURA: frutta fresca di stagione e semi oleaginosi (mandorle, semi di sesamo..).. Limitare la frutta sciroppata ed i succhi di frutta poveri di fibre e ricchi di zuccheri. Mangiare abbondanti quantità di verdura biologica ogni giorno ed in modo variato: in particolare, per il contenuto di Calcio: radicchio, foglie di rapa, cardi, bieta, broccolo, cavoli, carciofi, indivia, rucola.

Ulteriori fattori che incidono nell’osteoporosi:

  •  sovrappeso
  •  sedentarietà

Risulta quindi molto importante stabilizzare il peso fino dall’età giovanile, è inoltre necessario evitare la vita sedentaria, stimolando i muscoli che a loro volta, sollecitano l’osso migliorando la fissazione del Calcio, pertanto, ottimale è:

  •  camminare all’aria aperta almeno 20-30 minuti al giorno
  •  esporsi ai raggi solari, con le dovute cautele, in modo da attivare la vitamina D che aiuta il Calcio a fissarsi nelle ossa.
  •  esercizio fisico è estremamente importante non solo per i suoi benefici nella prevenzione dell’osteoporosi ma anche per contrastare malattie cardiocircolatorie, per migliorare il tono dell’umore (grazie alle endorfine prodotte dal cervello) e per arginare il naturale aumento di peso collegato alla menopausa.

Vampate di calore e sudorazioni

La menopausa è frequentemente caratterizzata anche dalla presenza di vampate e da altri sintomi vasomotori (sudorazione, tachicardia, palpitazioni, cefalea, vertigini, formicolii agli arti superiori). Questi disturbi sono però variabili da donna a donna e nella maggior parte dei casi scompaiono con il passare del tempo.

Nei comportamenti di tutti i giorni esistono alcuni piccoli accorgimenti che potranno aiutare a sentire meno il problema delle vampate:

  • Indossare indumenti di cotone o di tessuti naturali.
  •  Vestirsi a strati, scegliendo indumenti che possano essere tolti al momento della vampata.
  •  Privilegiare le docce tiepide.
  •  Evitare il fumo che influenza la circolazione, aumenta la frequenza del battito cardiaco e può intensificare la sudorazione e le vampate.
  •  Svolgere attività fisica regolare. L’esercizio fisico migliora la circolazione e consente di tollerare meglio gli sbalzi di temperatura.
  •  Limitare l’uso di alcolici, caffè, l’eccessivo uso di sale, spezie piccanti.
  •  Privilegiare il consumo di agrumi (arance, pompelmi, limoni, ecc.).

Prevenzione dei disturbi neuro-psicologici

L’instabilità emotiva, le modificazioni dell’umore, gli stati d’ansia o di depressione, il facile affaticamento, l’insonnia, le modificazioni del desiderio sessuale, sono situazioni che possono manifestarsi in climaterio e dopo la menopausa. Anche in questo caso può essere utile modificare il proprio stile di vita introducendo semplici accorgimenti che possono aiutare a risolvere il disagio psicologico legato alla menopausa:

  •  svolgere un’attività fisica regolare, come ad esempio 20 o 30 minuti di passeggiata veloce o di bicicletta. In tal modo si migliora il tono dell’umore grazie alla liberazione di endorfine (oppioidi endogeni prodotti dal cervello). Ulteriori valide alternativa sono la cyclette, il ballo…
  •  tecniche di rilassamento e di meditazione (ad esempio lo yoga) combattono ansia e tensioni favorendo un senso di calma
  •  dedicarsi ad attività che mantengono allenata la memoria (studio, lettura, enigmistica).

 a cura di ProdecoPharma

Zea Consiglia

[products ids=”5700, 5494, 5484, 4782, 4715, 2297″ sku=””]
Condividi: